Fermiamo la repressione contro i comunisti, gli antifascisti e i difensori della pace in Lituania!
30 Ottobre 2016 Internazionale - Europa

di Marx21.it
In Lituania esiste un regime autoritario che ha perseguitato e
continua a perseguitare duramente gli oppositori politici. Ma l'opinione
pubblica dell'Unione Europea, di cui questa repubblica ex sovietica fa parte,
non ne è informata.
La Lituania, repubblica ex sovietica e dal 2004 membro
dell'Unione Europea, si era caratterizzata nella fase che è seguita alla fine
dell'URSS e all'avvento al potere di un regime nazionalista violentemente
anticomunista e russofobo, per la durissima repressione che aveva colpito in
particolare centinaia di militanti comunisti dopo la messa fuorilegge, tuttora
in vigore, del loro partito. Una fase caratterizzata da violenze inaudite,
imprigionamenti, torture e pesantissime pene detentive comminate a molti di
coloro, la cui colpa è stata solo quella di essere rimasti fedeli alla
Costituzione dell'URSS e al rispetto delle sue leggi.
Si tratta di quella parte del paese (rilevante, al contrario di quanto diffonde
la propaganda dei vincitori) che non aveva obbedito alla demagogia nazionalista
di coloro che oggi governano il paese utilizzando truculenti argomenti
anticomunisti, anti-russi e di aperta nostalgia persino del tenebroso periodo
storico caratterizzato dal collaborazionismo con l'aggressione hitleriana, a
sostegno, sul piano interno, di una politica improntata al più rigoroso
neoliberismo, che ha fatto arretrare sensibilmente il livello delle condizioni
sociali di larga parte della popolazione rispetto all'era sovietica, e, sul
piano delle relazioni internazionali, di allineamento supino all'imperialismo
USA e alla NATO.
Vogliamo ricordare, tra le innumerevoli e pesantissime condanne comminate,
quella a 12 anni di carcere duro (senza alcuna considerazione dell'anziana età
e delle sue precarie condizioni di salute) inflitta al Segretario del Partito
Comunista della Lituania, Mikolas Burakiavitsious.
Mentre sulle dinamiche che hanno condotto alla vittoria di quella che alcuni
considerano la prima “rivoluzione colorata” (con la presenza in loco di figure
come quella del tristemente noto Gene Sharp) e alla durissima repressione che
ne è seguita, raccomandiamo la lettura del recente volume scritto dalla
giornalista russa Galina Zapoznikova (“La congiura lituana”, Sandro Teti
Editore), ricco di testimonianze e dettagliate ricostruzioni
degli avvenimenti che hanno preceduto il colpo di Stato nazionalista e della
repressione durissima che ne è seguita contro chiunque abbia avuto anche solo
il coraggio di mettere in discussione la versione ufficiale degli eventi
storici. Una repressione che si è
protratta per decenni e che continua ancora oggi quando,
con il partito comunista sempre nell'illegalità, nel mirino sembrano essere
finiti soprattutto gli attivisti dei diritti civili e dei lavoratori, della
lotta contro la guerra e contro la corruzione, come testimonia la
corrispondenza della “Pravda” che abbiamo ritenuto di proporre ai nostri
lettori.
Siamo convinti che dopo la sciagurata e pericolosissima decisione del governo
Renzi in merito all'invio di truppe italiane nella regione del Baltico, al
seguito di USA e NATO impegnati nella scalata bellicista contro la Federazione
Russa, sia ancor più doveroso, non solo da parte dei comunisti, ma anche di
tutti i sinceri democratici, denunciare le precarie condizioni in cui versa la
libertà di opinione in Lituania (e negli altri paesi baltici) e rompere
finalmente il vergognoso silenzio dei governi e dell'opinione pubblica
dell'intera Unione Europea, smascherando l'ipocrisia che si nasconde dietro ai
discorsi di tanti in merito alla difesa di presunti “valori europei”.
Marx21.it
In Lituania è in corso una massiccia repressione
“Pravda”,
organo del Partito Comunista della Federazione Russa
Traduzione dal russo di Mauro Gemma
Nella primavera del 2015 in tutta la Lituania erano avvenute massicce
perquisizioni negli appartamenti di attivisti di sinistra. Le strutture di
sicurezza avevano organizzato la persecuzione di tutti coloro che si oppongono
al regime liberal-fascista esistente. Contro tutte le iniziative
dell'opposizione veniva costruito un “caso di attività anticostituzionale”.
Il “caso” è stato imbastito contro i leader dell'opposizione, gli attivisti
delle lotte sociali e gli antifascisti, che avevano attuato azioni pacifiche,
scritto articoli, realizzato diversi video, che si erano espressi apertamente
per la pace e l'amicizia tra i popoli, contro la NATO e le campagne di
preparazione della guerra.
Agli indiziati erano stati sequestrati computer, libri, cellulari, vari
documenti e altri oggetti personali, che in genere vengono restituiti nel giro
di un anno. A questi cittadini non sono state trovate armi, né esplosivi, né
ingenti somme di denaro, ma l'indagine è proseguita poiché si è cercato di
trovare qualcosa negli scritti sequestrati. L'argomento principale sarebbe
quello che si sono trovate pubblicazioni “cattive”, volantini “cattivi” e
qualcosa d'altro di simile. E' evidente che non si riscontrano accuse motivate
e che l'inchiesta non è affatto trasparente, ma che è avvenuta in base a un
ordine dall'alto.
Questo non ha impedito alla polizia, nel mese di ottobre di quest'anno nella
città lituana di Siauliai di fermare un noto personaggio pubblico, Zh,
Rasminas. Mentre nella casa di cura “Abromishkes” è stato arrestato il leader
dell'Unione dei combattenti per la Lituania V. Shustaukas.
Zh. Rasminas aveva partecipato attivamente a diverse azioni, distribuito
volantini contro l'introduzione dell'euro e in diversi modi aveva manifestato
costantemente la propria posizione civile. E' membro dell'organizzazione
sociale Fronte Popolare Socialista e del partito politico Unione dei
combattenti per la Lituania. Zh, Rasminas è stato accusato ai sensi
dell'articolo 121 del codice penale della Repubblica di Lituania (creazione di
gruppi anticostituzionali, organizzazioni o gruppi armati, che hanno lo scopo
attraverso mezzi illegali di cambiare l'ordine costituzionale dello stato
lituano, di insidiare la sua indipendenza, di violarne l'integrità
territoriale). Tale attività è punita dalle leggi della Lituania con la
reclusione per un periodo tra i tre e i dieci anni.
E' stato arrestato anche V. Shustaukas, mentre si trovava in una clinica.
Questa personalità pubblica recentemente ha avuto problemi cardiaci, che hanno
richiesto ripetuti ricoveri. Shustaukas si è distinto nell'organizzazione di
iniziative contro la guerra e contro la corruzione.
A Kaunas, di fronte all'edificio della corte distrettuale, si è tenuta
un'azione civile in difesa di S. Rakauslene, che da nove mesi si trova in
prigione in base a false accuse. Per 26 anni S. Rakauslene ha lavorato negli
organi di difesa della legge, ha sempre assolto con cura al proprio lavoro,
intervenendo attivamente contro la corruzione, in difesa dei diritti dei
cittadini e nella lotta contro le narcomafie.
I partecipanti alla manifestazione hanno richiamato l'attenzione dell'opinione
pubblica sul fatto che nella repubblica sono in corso massicce violazioni dei
diritti dell'uomo, vengono fabbricati processi penali contro gli attivisti
delle organizzazioni democratiche, che la Lituania si è trasformata in uno
stato di polizia, dove la parola dei rappresentanti del potere prevarica la
legge e la Costituzione. In una dichiarazione approvata dai manifestanti è
richiesta la liberazione di V. Rakauskene, si esige che vengano fornite tutte
le informazioni in merito al caso fabbricato contro di lei, e che si smetta di
violare le norme del diritto internazionale e delle leggi della Lituania.